Fave: calorie e proprietà nutrizionali

Fave: calorie e proprietà nutrizionali

La primavera è la stagione delle fave fresche. Quanti di voi in questo ponte del primo maggio staranno pensando di inserirle nel loro menù di festa?

Le fave, il cui nome scientifico è Vicia Faba sono legumi, come tali, rientrano a pieno titolo all’interno di un’alimentazione sana ed equilibrata. In più le fave sono caratterizzate da un basso apporto calorico e di grassi, il che le rende particolarmente apprezzate ed utili anche in regime di dieta ipocalorica.

Quante sono le calorie delle fave?

Innanzi tutto, occorre fare una distinzione tra fave fresche e secche: le prime non solo contengono meno calorie per 100 g e più principi attivi, ma possono essere anche consumate crude, a differenza delle fave secche che, oltre ad aver perso parte dei principi attivi durante il processo di essiccazione, devono necessariamente essere cotte prima del consumo e ovviamente a parità di peso sono più caloriche.

In particolare le fave fresche posseggono un contenuto calorico di 41 Kcal per 100 g (sgusciate, a crudo) mentre quelle secche apportano 310 Kcal per 100 g (non sgusciate, a crudo). Il motivo di questa grande disparità è il contenuto in acqua: le fave fresche sono costituite per l’84% da acqua!

Riguardo gli altri nutrienti, le proteine rappresentano il 5% del peso totale (parliamo sempre di fave fresche) così come le fibre, i carboidrati costituiscono il 4,5%, mentre i grassi solo lo 0,4% (fonte INRAN).

La fibra contenuta all’interno delle fave è per lo più insolubile, ma, in minime quantità, è presente anche la fibra solubile. La fibra insolubile, assorbendo grandi quantità di acqua, contribuisce ad aumentare il volume fecale, rendendo le feci più abbondanti, poltacee e più morbide, stimolando la velocità di transito intestinale e riducendo di conseguenza l’assorbimento di parte dei nutrienti, con una contestuale azione stimolante. Queste caratteristiche rendono le fave un ottimo alimento per la regolarizzazione del transito intestinale e per i soggetti affetti da stipsi. La fibra solubile, che invece contribuisce alla formazione di un composto gelatinoso all’interno del lume intestinale, contribuisce ad aumentare la viscosità del contenuto, con conseguente rallentamento dello svuotamento intestinale. Possiede proprietà chelanti che fanno sì che essa interferisca con l’assorbimento di alcuni macronutrienti (glucidi e lipidi), contribuendo alla riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue (soprattutto colesterolo LDL, “cattivo”), diminuendo il rischio di malattie cardiovascolari, infarto e ictus.

Grazie all’abbondante presenza di fibre, le fave, come tutti i legumi, aiutano a raggiungere la sensazione di sazietà, risultando di grande aiuto nel mantenimento del peso o in un percorso di regime alimentare ipocalorico volto al dimagrimento, favorendo contemporaneamente l’equilibrio della microflora intestinale (effetto prebiotico). Il mantenimento dell’equilibrio glucidico, dovuto anch’esso all’abbondante presenza di fibra, aiuta anche a prevenire l’insorgenza di diabete mellito.

Quali sono i principi attivi contenuti nelle fave?

Le fave sono, come tutti gli alimenti di origine vegetale, molto ricche di vitamine e di sali minerali. In particolare ritroviamo una rilevante quantità di acido ascorbico (vitamina C) e di vitamina A, che aiuta a mantenere la pelle luminosa ed in salute, oltre ad avere effetto sul benessere degli occhi e della vista. Tra le vitamine ritroviamo anche la vitamina B1 o tiamina fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso e per il metabolismo energetico grazie anche alla cospicua presenza di acido folico, che si inserisce nel processo di sintesi di DNA e RNA. Parlando dei minerali, nelle fave ritroviamo il ferro essenziale per il trasporto dell’ossigeno nel sangue ed insieme al rame, contenuto anch’esso nelle fave, costituisce un elemento fondamentale per la formazione dei globuli rossi. Tra gli altri minerali ritroviamo il manganese, lo zinco (importante per la crescita e lo sviluppo ormonale), il potassio, il fosforo, il sodio il magnesio il selenio ed il calcio che insieme alla vitamina A contribuisce al benessere delle ossa e alla prevenzione di artrite ed osteoporosi.

I decotti di fave, hanno proprietà diuretiche e le foglie essiccate vengono vendute in erboristeria per la preparazione di infusi che contribuiscono al benessere di sangue e reni. L’infuso di foglie può essere utilizzato anche in caso di foruncoli, spalmato tiepido sul viso.

Recenti studi hanno dimostrato che le fave contengono anche Levodopa, un precursore di dopamina ed epinefrina, nonchè farmaco d’elezione per la lotta contro il Parkinson. Ci sono evidenze che testimoniano un miglioramento dei pazienti affetti, in seguito al consumo frequente e regolare di fave, ma nessun dato certo che l’effetto sia dovuto esclusivamente al Levodopa contenuto in esse. Quello che si deve considerare è che la concentrazione di questa sostanza varia tantissimo in base alla varietà, al clima, al terreno ecc… Essendo un precursore della dopamina, il Levodopa è utile anche a migliorare l’umore in caso di depressione.

Favismo

Nonostante tutte le caratteristiche e gli effetti benefici sopracitati, bisogna però tenere conto del fatto che, per alcuni soggetti geneticamente predisposti, le fave possono essere molto pericolose ed in alcuni casi letali, anche solo in caso di inalazioni. Questi soggetti, sono affetti da un particolare tipo di patologia, denominata Favismo e hanno un difetto congenito di un enzima contenuto normalmente nei globuli rossi, il G6PD (glucosio-6-fosfato deigrogenasi), della via metabolica dei pentosifosfati, fondamentale per la sopravvivenza dei globuli rossi. A causa del difetto di questo enzima i globuli rossi non sono in grado di sopravvivere dopo l’ingestione di determinati alimenti e sostanze, la conseguenza è l’ossidazione dei globuli rossi stessi, che potrebbe anche sfociare in un’emolisi acuta con ittero. Oltre alle fave, da questi soggetti non possono essere assunte o inalate altre sostanze, come la naftalina e taluni farmaci, come analgesici, antipiretici, antimalarici, salicilati, alcuni chemioterapici, chinidina, blu di metilene, che possono aggravare la condizione pre-esistente. Questi farmaci e sostanze alterano l’equilibrio ossidativo, comportandosi come pro-ossidanti. Il difetto si trasmette per via ereditaria tramite cromosoma X. Per i soggetti affetti da favismo sono da evitare anche piselli e verbena.

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Dott.ssa Marina Della Rovere
Dott.ssa Marina Della Rovere 53 posts

Laureata in Scienze della Nutrizione all'Università di Pisa. Appassionata di Sport e Tecnologia, si occupa con passione di inserire contenuti sempre nuovi sul Blog DimagrireVelocementeSenzaDieta.com per promuovere uno stile di vita salutare e naturale. Dicevano gli Antichi Romani: Mens Sana in Corpore Sano!

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